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***** trAfiLettI di mOndO ***** (notizie raccolte da Vita, Internazionale,
Colors, Misna,
La Stampa, la Repubblica, |
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aprile 2002) Una giovane donna palestinese si fa esplodere a una fermata bus al
mercato di Mahanei Jehuda, nel cuore commerciale della Gerusalemme
israeliana. Muoiono sei persone, almeno 60 i feriti. «Il segretario di
Stato Usa Colin Powell ci chiede di non reagire» ha detto il sindaco
della città Ehud Olmert «Vorrei portarlo qui non per vedere i
morti, ma per guardare in faccia i vivi, il loro choc continuo». In
quelle stesse ore l’esercito israeliano ha ammesso di aver causato
«centinaia di morti e feriti» a Jenin, la città-campo
profughi conquistata dall’esercito (ammissione poi corretta: «Non
centinaia ma decine»). Qualche giorno prima un soldato israeliano aveva
detto che i bulldozer avevano spianato le case, seppellendo vivi gli
abitanti. Fonti palestinesi parlano di fosse comuni in cui sarebbero state
seppelite 500 persone. «I nostri delegati sono all’ospedale di Jenin»
ha detto il responsabile della Croce Rossa internazionale Paul Grossrieder.
«Ma non hanno visto arrivare nessun morto e nessun ferito». Poi
ha raccontato delle ambulanze fermate dall’esercito israeliano e delle
umiliazioni inflitte agli operatori umanitari, «obbligati a stendersi
nel fango accanto ai loro veicoli o costretti a spogliarsi
completamente». Una missione di osservatori Onu era pronta a partire
per Jenin, ma è stata sciolta senza potersi muovere da Ginevra:
Israele non ha mai concesso il visto d’ingresso. (4
aprile 2002) Samir era l’anziano campanaro palestinese della chiesa
greco-ortodossa di Betlemme. La mattina di giovedì 4 aprile, come ogni
giorno, è uscito di casa ed ha attraversato la piazza per andare al
lavoro, a chiamare a raccolta i fedeli, noncurante dei carri armati
israeliani che tenevano sotto tiro il complesso della basilica, dove erano
asserragliati 200 palestinesi, tra miliziani e civili, insieme a trenta
religiosi. Una raffica di mitra lo ha ucciso. «Non si è fermato
all’alt per farsi riconoscere» ha fatto sapere l’esercito
israeliano. (maggio
2002) Il 12 maggio sarà organizzata una marcia della pace
Perugia-Assisi. Lo striscione che aprirà il corteo è
“Pace a Gerusalemme”. Sono più di 400 le associazioni che hanno
aderito all’iniziativa. L’appuntamento è alle 9 del
mattino ai giardini del Frontone di Perugia. L’11 maggio, il giorno
prima, a Tel Aviv numerose associazioni israeliane organizzeranno quella che
è prevista essere la più grande manifestazione pacifista nella
storia dello Stato ebraico. Sono le stesse associazioni i cui volontari, in
questi giorni, hanno fatto i “turni di guardia” ai check point
per vigilare che il comportamento dei soldati fosse rispettoso della legge o
che hanno portato ai campi profughi assediati medicinali e viveri. (maggio
2002) Numero di morti dall’inizio della cosiddetta “seconda
Intifada” (28 settembre 2000) in Medio Oriente: 1.356 palestinesi
(compresi gli attentatori kamikaze), 426 israeliani, 33 di altre
nazionalità, per un totale di 1.815 persone. La cifra è
aggiornata all’8 aprile. Da allora, giorno dell’assedio
israeliano a Jenin, in poi non è più verificabile. (29
aprile 2002) “Ciò che una volta era definito "guerra", oggi viene
chiamato "difesa": l’occupazione di un territorio, la
repressione e l’uso del terrorismo di stato pianificato (Israele contro
i palestinesi) diventa un’azione di "difesa"; i bombardamenti
su un altro paese (Serbia) sono stati un’operazione di "difesa
avanzata"; il "diritto all’autodifesa" viene esercitato
da una potenza militare (Usa o Russia) colpendo un altro popolo (afgani o
ceceni); "l’eccesso di difesa" che causa i "danni
collaterali" (vittime civili, obiettivi non militari) si ha quando
esiste uno squilibrio tra la potenza di fuoco utilizzata ed il grado di
pericolosità presunta o di offesa che il "nemico" di turno
può esercitare contro l’attaccante (Kosovo). Tutto è
"difesa". La "guerra" è scomparsa dal vocabolario
dei paesi che si ritengono democratici. Non è mai dichiarata, quindi
non esiste come tale. Essa appartiene a quegli stati che volta per volta
entrano nella lista nera ("paesi canaglia"), così come la
violenza armata è propria delle persone o dei popoli incivili. La
"difesa" invece viene esercitata da quelli ricchi e perciò
civili”. (da www.misna.org) (4
maggio 2002) In Ecuador un abitante su dieci vive del commercio delle banane. Il
3 per cento dei lavoratori delle piantagioni (circa 7.500) ha meno di 14
anni. La paga giornaliera di un bambino, per 12 ore di lavoro, è di 3
dollari e 50, il 60% in meno della paga di un adulto. Su 45 bambini
intervistati da Human Rights Watch, 40 hanno detto di aver subito molestie
sessuali al lavoro e di essere costretti a lavorare nei bananeti anche quando
vengono spruzzati insetticidi. (4
maggio 2002) La costa occidentale dell’Africa è tra le più
pescose al mondo. Nonostante questo, nei mercati del Senegal, molti pesci che
fanno parte dell’alimentazione tradizionale non si trovano, mentre
sovrabbondano nei mercati europei. Solo le flotte europee, giapponesi e russe
infatti riescono ad avere concessioni. Ai pescherecci senegalesi, vecchi e
tecnologicamente inadeguati, non resta nulla. «Chiamatela
“sindrome della baguette”» spiega il responsabile della
comunicazione del Wwf africano. «In Europa se si va in panetteria,
è chi vende che determina il prezzo del pane. In Africa il prezzo
è deciso da chi acquista. E’ così per tutte le risorse
del continente: il pesce, i diamanti, l’oro. Sono gli Stati ricchi che
decidono il prezzo del pesce africano». (25
aprile 2002) Due uomini sono stati arrestati in Romania per furto: avevano
scalato il muro di cinta del carcere di Arad, hanno tramortito uan guardia ed
hanno preso dal magazzino un sacco con 40 chili di cavoli crudi. Ma sono
stati arrestati durante la fuga. Se saranno condannati, sconteranno la pena
nel carcere di Arad. (2
maggio 2002) In Cina il 60 per cento dei tumori colpisce stomaco e apparato
digerente e sono sempre più frequenti casi di intossicazioni
alimentari di massa. Qualche mese fa 500 abitanti di una città della
provincia di Canton sono finiti in ospedale per colpa della carne di maiale,
contaminata dai principi attivi di un farmaco contro l’asma, che
serviva a rendere gli animali meno grassi. Nel 2001 sono morte 146 persone
per intossicazione da cibo. Ma, secondo il ministero della Sanità,
emerge solo il 5 per cento dei casi. (6 maggio 2002) Il quartiere Luduena, nella città argentina di Rosario, è abitato da circa 20.000 persone, la maggior parte delle quali vivono nelle “villas miseria”, case precarie. Numerosi sono i bambini di strada: la loro età media è di 12 anni. Quasi il 70% non frequenta più la scuola e più della metà lavora almeno sei ore al giorno. Più del 50% consegna i soldi guadagnati alla madre. IL 90% ha un padre disoccupato. Il 30% di questi bambini si è ammalato più di tre volte nell’ultimo anno, ma solo il 40% di loro è andato da un medico. |
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