***** trAfiLettI di mOndO *****

di Giampiero Canneddu

(notizie raccolte da Vita, Internazionale, Colors,

Misna, La Stampa, la Repubblica,

Terra!)

 

 

(12 aprile 2002) Una giovane donna palestinese si fa esplodere a una fermata bus al mercato di Mahanei Jehuda, nel cuore commerciale della Gerusalemme israeliana. Muoiono sei persone, almeno 60 i feriti. «Il segretario di Stato Usa Colin Powell ci chiede di non reagire» ha detto il sindaco della città Ehud Olmert «Vorrei portarlo qui non per vedere i morti, ma per guardare in faccia i vivi, il loro choc continuo». In quelle stesse ore l’esercito israeliano ha ammesso di aver causato «centinaia di morti e feriti» a Jenin, la città-campo profughi conquistata dall’esercito (ammissione poi corretta: «Non centinaia ma decine»). Qualche giorno prima un soldato israeliano aveva detto che i bulldozer avevano spianato le case, seppellendo vivi gli abitanti. Fonti palestinesi parlano di fosse comuni in cui sarebbero state seppelite 500 persone. «I nostri delegati sono all’ospedale di Jenin» ha detto il responsabile della Croce Rossa internazionale Paul Grossrieder. «Ma non hanno visto arrivare nessun morto e nessun ferito». Poi ha raccontato delle ambulanze fermate dall’esercito israeliano e delle umiliazioni inflitte agli operatori umanitari, «obbligati a stendersi nel fango accanto ai loro veicoli o costretti a spogliarsi completamente». Una missione di osservatori Onu era pronta a partire per Jenin, ma è stata sciolta senza potersi muovere da Ginevra: Israele non ha mai concesso il visto d’ingresso.

 

(4 aprile 2002) Samir era l’anziano campanaro palestinese della chiesa greco-ortodossa di Betlemme. La mattina di giovedì 4 aprile, come ogni giorno, è uscito di casa ed ha attraversato la piazza per andare al lavoro, a chiamare a raccolta i fedeli, noncurante dei carri armati israeliani che tenevano sotto tiro il complesso della basilica, dove erano asserragliati 200 palestinesi, tra miliziani e civili, insieme a trenta religiosi. Una raffica di mitra lo ha ucciso. «Non si è fermato all’alt per farsi riconoscere» ha fatto sapere l’esercito israeliano.

 

(maggio 2002) Il 12 maggio sarà organizzata una marcia della pace Perugia-Assisi. Lo striscione che aprirà il corteo è “Pace a Gerusalemme”. Sono più di 400 le associazioni che hanno aderito all’iniziativa. L’appuntamento è alle 9 del mattino ai giardini del Frontone di Perugia. L’11 maggio, il giorno prima, a Tel Aviv numerose associazioni israeliane organizzeranno quella che è prevista essere la più grande manifestazione pacifista nella storia dello Stato ebraico. Sono le stesse associazioni i cui volontari, in questi giorni, hanno fatto i “turni di guardia” ai check point per vigilare che il comportamento dei soldati fosse rispettoso della legge o che hanno portato ai campi profughi assediati medicinali e viveri.

 

(maggio 2002) Numero di morti dall’inizio della cosiddetta “seconda Intifada” (28 settembre 2000) in Medio Oriente: 1.356 palestinesi (compresi gli attentatori kamikaze), 426 israeliani, 33 di altre nazionalità, per un totale di 1.815 persone. La cifra è aggiornata all’8 aprile. Da allora, giorno dell’assedio israeliano a Jenin, in poi non è più verificabile.

 

(29 aprile 2002) “Ciò che una volta era definito "guerra", oggi viene chiamato "difesa": l’occupazione di un territorio, la repressione e l’uso del terrorismo di stato pianificato (Israele contro i palestinesi) diventa un’azione di "difesa"; i bombardamenti su un altro paese (Serbia) sono stati un’operazione di "difesa avanzata"; il "diritto all’autodifesa" viene esercitato da una potenza militare (Usa o Russia) colpendo un altro popolo (afgani o ceceni); "l’eccesso di difesa" che causa i "danni collaterali" (vittime civili, obiettivi non militari) si ha quando esiste uno squilibrio tra la potenza di fuoco utilizzata ed il grado di pericolosità presunta o di offesa che il "nemico" di turno può esercitare contro l’attaccante (Kosovo). Tutto è "difesa". La "guerra" è scomparsa dal vocabolario dei paesi che si ritengono democratici. Non è mai dichiarata, quindi non esiste come tale. Essa appartiene a quegli stati che volta per volta entrano nella lista nera ("paesi canaglia"), così come la violenza armata è propria delle persone o dei popoli incivili. La "difesa" invece viene esercitata da quelli ricchi e perciò civili”. (da www.misna.org)

 

(4 maggio 2002) In Ecuador un abitante su dieci vive del commercio delle banane. Il 3 per cento dei lavoratori delle piantagioni (circa 7.500) ha meno di 14 anni. La paga giornaliera di un bambino, per 12 ore di lavoro, è di 3 dollari e 50, il 60% in meno della paga di un adulto. Su 45 bambini intervistati da Human Rights Watch, 40 hanno detto di aver subito molestie sessuali al lavoro e di essere costretti a lavorare nei bananeti anche quando vengono spruzzati insetticidi.

 

(4 maggio 2002) La costa occidentale dell’Africa è tra le più pescose al mondo. Nonostante questo, nei mercati del Senegal, molti pesci che fanno parte dell’alimentazione tradizionale non si trovano, mentre sovrabbondano nei mercati europei. Solo le flotte europee, giapponesi e russe infatti riescono ad avere concessioni. Ai pescherecci senegalesi, vecchi e tecnologicamente inadeguati, non resta nulla. «Chiamatela “sindrome della baguette”» spiega il responsabile della comunicazione del Wwf africano. «In Europa se si va in panetteria, è chi vende che determina il prezzo del pane. In Africa il prezzo è deciso da chi acquista. E’ così per tutte le risorse del continente: il pesce, i diamanti, l’oro. Sono gli Stati ricchi che decidono il prezzo del pesce africano».

 

(25 aprile 2002) Due uomini sono stati arrestati in Romania per furto: avevano scalato il muro di cinta del carcere di Arad, hanno tramortito uan guardia ed hanno preso dal magazzino un sacco con 40 chili di cavoli crudi. Ma sono stati arrestati durante la fuga. Se saranno condannati, sconteranno la pena nel carcere di Arad.

 

(2 maggio 2002) In Cina il 60 per cento dei tumori colpisce stomaco e apparato digerente e sono sempre più frequenti casi di intossicazioni alimentari di massa. Qualche mese fa 500 abitanti di una città della provincia di Canton sono finiti in ospedale per colpa della carne di maiale, contaminata dai principi attivi di un farmaco contro l’asma, che serviva a rendere gli animali meno grassi. Nel 2001 sono morte 146 persone per intossicazione da cibo. Ma, secondo il ministero della Sanità, emerge solo il 5 per cento dei casi.

 

(6 maggio 2002) Il quartiere Luduena, nella città argentina di Rosario, è abitato da circa 20.000 persone, la maggior parte delle quali vivono nelle “villas miseria”, case precarie. Numerosi sono i bambini di strada: la loro età media è di 12 anni. Quasi il 70% non frequenta più la scuola e più della metà lavora almeno sei ore al giorno. Più del 50% consegna i soldi guadagnati alla madre. IL 90% ha un padre disoccupato. Il 30% di questi bambini si è ammalato più di tre volte nell’ultimo anno, ma solo il 40% di loro è andato da un medico.

 

 

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